Con la scadenza della seconda rata dell'Imu ormai alle porte (fissata per il 17 dicembre), è bene fare chiarezza sui parametri necessari per il corretto calcolo dell'importo imu da pagare. Su tutti, non va fatta confusione su cosa si intende per abitazione principale.

Perché spesso viene confusa con quella che viene definita comunemente "prima casa". Ma non sono la stessa cosa, ecco il motivo: è possibile acquistare un immobile come prima casa e usufruire di tutte le agevolazioni fiscali (sull'imposta di registro o sull'Iva) che ne conseguono senza sceglierla come abitazione principale.

Abitazione principale, qual è la definizione La definizione con cui viene inquadrata l'abitazione principale è: "L'immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente". Dalla, quinti, si può evincere che:

  • qualora vi siano più immobili accatastati o accatastabili separatamente solo uno potrà essere considerato abitazione principale;
  • è necessario che il possessore abbia preso la residenza anagrafica nella casa e vi abiti effettivamente.
La norma che regola l'individuazione dell'abitazione principale prevede anche che "nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile".

Da questo consegue che, nel caso due coniugi abbiano dimora abituale in due immobili di comuni diversi, entrambi possono essere considerati come abitazione principale.

Per quanto riguarda le pertinenze, si considerano appartenenti all'abitazione principale esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali:

  • c/2 (magazzini, locali di deposito, cantine, soffitte);
  • c/6 (garage, rimesse);
  • c/7 (tettoie, chiuse o aperte).
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