Quando si parla delle misure relative alla fiscalità immobiliare la richiesta avanzata da più fronti è quella di renderle strutturali per garantirne il successo. Di fatto, però, la parola d’ordine su questo fronte è “proroga”. Così, dopo averne beneficiato nel 2018, sarà possibile sfruttarle anche nel 2019.

Diverse, infatti, sono le misure relative alla fiscalità immobiliare entrate nella manovra economica 2019. Si va dalla proroga del bonus ristrutturazioni, del bonus mobili e delle detrazioni per il risparmio energetico, all’estensione della cedolare secca per gli affitti dei locali commerciali.

Bonus ristrutturazioni proroga 2019 La nuova legge di Bilancio ha prorogato il bonus ristrutturazioni per il 2019, ovvero la detrazione fiscale Irpef del 50% per le spese sostenute dal contribuente per interventi di restauro, manutenzione, messa in sicurezza dell’immobile. I contribuenti potranno godere della detrazione del 50% delle spese sostenute e pagate con bonifici, effettuate dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019 con un limite massimo di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. Per poter usufruire del bonus ristrutturazioni per il 2019 i contribuenti dovranno indicare nella dichiarazione dei redditi (da utilizzare il modello 730 o il modello Unico) i dati catastali identificativi dell'immobili, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce il titolo di possesso. Inoltre, il contribuente deve conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

Ecobonus 2019 La legge di Bilancio ha introdotto la proroga dell’ecobonus anche nel 2019. Si tratta di una detrazione Irpef, in caso di contribuenti privati, e Ires, in caso di società, sulle spese sostenute per interventi di risparmio energetico. L’ecobonus 2019 seguirà le stesse modalità e regole di applicazione dell’ecobonus 2018.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2019 La legge di Bilancio 2019 ha prorogato anche per il prossimo anno il bonus mobili ed elettrodomestici. Si tratta di una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A o A+ per un importo massimo di 10.000 euro. Il bonus mobili ed elettrodomestici 2019 sarà legato al bonus ristrutturazioni e spetterà solo se i lavori di ristrutturazione sono iniziati a partire dal 1º gennaio 2018 in poi.

Bonus verde 2019 Per il bonus verde, introdotto lo scorso anno, è prevista la proroga al 2019 così come stabilito dalla nuova manovra economica. Si tratta di un’agevolazione che prevede una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per gli interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato. Gli interventi per i quali si può usufruire del bonus verde 2019 sono:

  • sistemazione del verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Sismabonus E’ stato poi confermato per il 2019 il sismabonus. La detrazione del sismabonus 2019 riguarda i costi sostenuti a partire dal 1º gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 ed è uguale al 70% delle spese sostenute: nel caso in cui gli interventi effettuati portino a una riduzione di una classe di rischio sismico. Nel caso in cui l’intervento porti alla riduzione di due classi di rischio, la detrazione è elevata all’80%.

Cedolare secca negozi Prevista la cedolare secca per le locazioni a uso commerciale. Per poter usufruire della cedolare secca, i contratti per i locali commerciali dovranno rispondere a una serie di requisiti: i contratti dovranno essere stipulati nell’anno 2019, oggetto del contratto dovranno essere gli immobili classificati nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) e delle relative pertinenze e i negozi dovranno avere una superficie fino a 600 m2, al netto delle pertinenze. In merito, Confedilizia – che da tempo si batte per l’introduzione della cedolare secca anche per le locazioni a uso commerciale – ha richiesto alcune modifiche. In particolare, di sostituire le parole “nell’anno 2019” con le parole “dall’anno 2019”, di eliminare le parole “di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze”, di escludere esplicitamente l’applicazione alla “nuova” cedolare del comma 11 dell’articolo 3 del d.lgs. n. 23 del 2011 (divieto di aggiornamento del canone).

Tributi locali Si è poi molto discusso dei tributi locali. A tal proposito, ha fatto molto parlare l’ipotesi che prevedeva la nascita della cosiddetta nuova Imu. L’idea era quella di accorpare Imu e Tasi, ma l’emendamento in questione è stato messo temporaneamente in stand-by, in attesa di calibrarne gli effetti finanziari. Sempre sul fronte dei tributi locali, inoltre, è stato previsto lo sblocco delle aliquote Imu e Tasi. In questo modo, i Comuni avranno la possibilità deliberare aumenti sulle aliquote Imu e Tasi rispetto a quelle stabilite per il 2015.

*Immagine ed articolo ripreso da Idealistanews.it

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