Il dubbio è sempre dietro l’angolo. Le imposte locali – Ici, Imu e Tasi – vanno pagate sempre? Una recente sentenza della Cassazione ha fatto chiarezza sulla questione.

Nella fattispecie, la sentenza 18368 del 9 luglio 2019 afferma sostanzialmente che Ici, Imu e Tasi sono dovute sull'area edificabile anche se è stata annullata la delibera comunale di approvazione del piano regolatore generale. A contare, ai fini del pagamento delle imposte locali, non è quindi solo l’edificabilità di diritto, ma anche quella di fatto.

Per la Suprema Corte, infatti, l’annullamento della delibera comunale del piano regolatore generale non ha incidenza diretta sull'edificabilità del terreno. Con il termine area fabbricabile, si intende un’area che può essere utilizzata per edificare in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi, oppure in base alle effettive possibilità di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti delle indennità di espropriazione per pubblica utilità.

La sostanza della sentenza risiede nel fatto che un vincolo temporaneo non può avere alcuna incidenza sull'assoggettamento a imposizione del terreno. Per questo, se un terreno è inserito in zona edificabile, né il vincolo paesaggistico né la proroga del vincolo d’immodificabilità temporaneo incidono sull’assoggettabilità a imposizione.

Ne segue che le aree che risultano edificabili in base al piano regolatore generale sono soggette al pagamento delle imposte locali ed erariali nel caso in cui i vincoli di destinazione non comportino l’inedificabilità assoluta. Tuttavia, in presenza di vincoli, il contribuente è tenuto a pagare le imposte su un valore dell’immobile notevolmente ridotto.

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